Catalogo - Scheda titolo

Antonino Di Salvo
Konzentrationslager

Dalle Alpi Marittime a Mauthausen:
memorie di un sopravvissuto

A cura di Valter Giuliano,
Prefazione e note al testo di Barbara Berruti

Edizioni SEB27
Laissez-passer - 45
ISSN 1973-0101
Formato: 17x24
Pagine: 144
Anno: 2017
ISBN: 978-88-98670-20-8
Prezzo: €15,00

DISPONIBILE SUBITO QUI,
IN LIBRERIA DAL 6 APRILE 2017
 
Nella tranquilla vita di un farmacista di Briga Marittima, nella Valle Roja, irrompe l’ombra lunga del fascismo. Antonino Di Salvo è ingiustamente accusato di attività contro il regime, verso il quale non nutre comunque alcuna simpatia, subisce una persecuzione sistematica con delazioni, interrogatori, arresti temporanei. Si rifugia con la moglie, Nan, e i due figli, Boris e Sheila, tra le montagne della Val Varaita aderendo alla lotta partigiana. Dopo l’improvvisa scomparsa della moglie, costretto ad affidare i bambini ad amici fidati, prosegue la clandestinità tra Torino e le vallate del Piemonte occidentale. Nel dicembre del 1944, ancora per opera delle spie fasciste, viene arrestato e successivamente deportato nel campo di concentramento di Mauthausen. Una narrazione di memoria, scritta tra il 1946 e il 1948, nata dal bisogno di testimoniare il dramma di una fase storica segnata dall’emergere del lato peggiore dell’umanità e come indignata reazione all’amnistia dei crimini fascisti. La conclusione è un grido di libertà e di rimpianto nell’assistere a una democrazia debole e incapace di vera giustizia. 
 

ANTONINO DI SALVO, nato a Demonte (Cuneo) l’8 luglio 1903. Farmacista a Briga Marittima, viene accusato di spionaggio perché sposato con una inglese e si rifugia perciò con la famiglia presso i partigiani di Casteldelfino in Val Varaita. Tornato a Briga nel dicembre 1944, viene arrestato per una delazione e portato al carcere di Cuneo. Viene trasferito alle Nuove di Torino, poi a San Vittore e infine a Bolzano. Agli inizi di febbraio viene deportato (trasporto Tibaldi n. 119) e arriva a Mauthausen il 4 febbraio 1945, dove gli viene assegnato il numero di matricola 126526 ed è classificato come Schutzhäftlinge (prigioniero per motivi di sicurezza). Qui viene liberato dagli americani ai primi di maggio 1945. Stabilitosi a Mondovì, lavorerà, fino alla pensione, come insegnante di materie scientifiche presso le scuole superiori di Savigliano. Morirà a Fossano il 5 ottobre 1993.